Le esperienze promosse da Roma Capitale attraverso il Municipio XIV consentiranno ai partecipanti e agli amici del Meeting di camminare attraversando località che promettono emozioni da imprimere nella memoria, lungo l’ultima tappa della via Francigena, da La Storta a San Pietro lungo la via Cassia.

La Storta

La nascita della Storta si fa risalire all’Impero Romano, documentata già nel 380 d.C. da una lapide – al tempo degli imperatori Graziano, Valentiniano e Teodosio – quando fu costruito lo Stabulum (stalla) per il ricovero degli animali. Allora la località era associata al nome Veii, perché non lontana dalla città etrusca più meridionale, Veio appunto.
Era comunque conosciuta già da molto tempo prima come hospitium per i viaggiatori, quando il primo imperatore di Roma, Ottaviano, trasformò le rovine di Veio in Municipio.

Fu però Sigerico, il noto arcivescovo di Canterbury, che intorno all’anno 1000 indicò per la prima volta l’esistenza di un vero centro abitato, cresciuto intorno alla stazione di posta cavalli al IX miglio dela Cassia/Clodia: nel Medioevo la località era posta lungo il tragitto della cosiddetta Via Francigena.
In particolare, la località coincideva con submansio II, la prima dopo Roma, denominata Johannis VIIII: un nome che deriva dalla vecchia stazione di posta (mansio) che sorgeva presso l’attuale chiesa, un tempo denominata “San Giovanni in Nono”, dal momento che era situata al nono miglio dall’inizio della via Cassia.

Borgo di Isola Farnese

A pochi km da Roma, arroccato in cima ad una rupe vulcanica, c’è un luogo isolato e signorile che padroneggia sulla campagna romana: il Borgo di Isola Farnese. Qui, in passato, visse la cultura etrusca, grande antagonista di Roma. Qui, un tempo, sorgeva un Castrum Insulae, un accampamento circondato dal Fosso del Piordo, dalle valli della Storta e di San Sebastiano e da un fossato artificiale, che lo innalzavano e isolavano dalla campagna circostante.
Fu solo intorno al XVII secolo, quando il Cardinale Alessandro Farnese acquistò il castello, che Borgo di Isola Farnese prese vita per come è conosciuto oggi, lasciando dietro di sé soltanto qualche traccia, non ancora rivenuta, dell’antica città di Veio cui doveva essere aggregata.

Riserva naturale dell’Insugherata

La Riserva naturale dell’Insugherata è un’area naturale protetta della Regione Lazio che occupa una superficie di 740 ettari tra la via Trionfale e la via Cassia, che presenta numerosi reperti archeologici al suo interno, oltre a costituire un corridoio naturalistico tra l’area urbanizzata a nord di Roma e il sistema naturalistico Veio/Cesano.

Panorama di Roma da Monte Mario

Riserva naturale di Monte Mario

Monte Mario è l’altura che sorge sulla riva destra del Tevere, che si erge nell’area nord-ovest della Capitale – attraversata anche dalla via Trionfale – e che consente uno straordinario panorama sulla Città Eterna.
Un nuovo sentiero nell’incantevole scenario della Riserva naturale, consente di scendere dal Belvedere di viale Mellini – con il suo spettacolare skyline che guarda l’orizzonte raggiungendo l’area dei Castelli Romani – fino a via Romeo Romei.

Con l’attività di trekking urbano, si scoprirà una gemma verde incastonata tra le vie trafficate della Città che lascerà stupiti, anzitutto per la presenza di boschi e di ambienti diversi che convivono creando un mosaico di specie, anche animali. Ma anche, soprattutto, perché dall’alto di Monte Mario lo sguardo potrà raggiungere le vie e i monumenti più celebri della Capitale, fino a scorgere la corona dei Castelli romani.
Sarà sorprendente poter godere del silenzio di questo luogo e contemporaneamente avvistare, come epilogo di questo antico cammino, “er cupolone“.

 

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